Questo passo potrebbe essere tenuto in bella vista nel quotidiano. Richiama qualcosa di profondo che appartiene alla vita di ogni umano, che aiuta ad avere una corretta visione dello stare nella vita, in modo più vivo. Mi spiego meglio. L’esistenza è come un brodo, è strutturata con un flusso costante di interazioni e connessioni, tutto è sempre in trasformazione, influenzata da qualcosa che non si può controllare. Un qualche potere sul tentativo ci è stato dato, se liberi dall’attaccamento, l’amore, la forza più potente nell’universo.
Nella vita è necessario evitare il più possibile la paura, il non chiudersi in un piccolo mondo apparentemente protetto, fare tentativi circa ciò a cui più si tiene, senza aspettative. Questa è la parte ardua, succede che a fronte di tentativi si cominciano a fare ipotesi sui risultati, ma per i risultati si naviga nel “brodo”, evitando attaccamento, paura e ipotesi varie, poiché non si può sapere quale sarà il risultato. La visuale umana è troppo limitata, mentre il gioco al riguardo è molto, molto più ampio. Per questo si getta “l’amo” e il resto non è affar nostro.
Il potere che appartiene agli umani è dato da due passaggi: l’intenzione e la maestria. L’intenzione ha come base un intenso amore e/o passione, è qualcosa a cui il “brodo” della vita risponde, amore autentico e intenso. La maestria è la capacità individuale di dare il meglio di chi si è, senza se e senza ma. Questa è la propria responsabilità, che prevede, come premessa, una forte fede in sé, che non ha a che vedere con l’ego. La fede in sé è qualcosa di intimo, collegata a un sogno, un’aspirazione, che anche realizzandola potrebbe non essere visibile agli altri. L’ego vuole apparire, imporsi, avere potere sugli altri, successo conclamato, stato interiore completamente differente.
Il risultato resta, comunque, un affare che dipende dal flusso costante di interazione del “brodo” universale in cui si vie, in contatto con spazi intangibili sottili e profondi.
