Il Tutto è Uno

Energia creativa in trasformazione perenne

L’essere umano connesso al Tutto

Ho scelto di realizzare questo sito dopo diverso tempo trascorso a valutarne l’opportunità. Ed ecco che adesso esiste.

L’intenzione primaria è essere un canale di divulgazione di una cultura che mostra l’essere umano in modo nuovo, connesso al Tutto in cui vive. Vorrei dare il mio contributo culturale ed esperienziale per poter agevolare un salto di coscienza a favore della persona, a favore della Terra che è di tutti, un salto di consapevolezza circa la portata della responsabilità individuale che compete a tutti.

Viviamo in una società tecnologicamente evoluta ma socialmente primitiva. Ci si assale e ci si ammazza per fare prevaricare la propria ragione, a scapito di una diversa dalla nostra. Questa è una modalità di convivenza primitiva, e questo porta alla situazione che tutti noi vediamo.

Il praticare la tolleranza e la mediazione, a fronte di culture con modalità di vita diverse, sono gli strumenti adeguati per fare funzionare la vita in “questa casa”, abitata da persone variegate e creatrici di realtà molto differenti.

La mia visione è dare un contributo per creare maggiore conoscenza sulla nostra natura e cominciare a convivere con modalità nuove e socialmente più evolute, senza danneggiare nessuno, ma creando opportunità per le persone che abitano sulla Terra, e ognuno se la gioca come vuole, anche non giocandosela, ma averla comunque. Una cultura a favore della pace. Evitando facili sfruttamenti, a fronte di povertà e non conoscenza, e arricchimenti di pochi e in modo inappropriato rispetto ai più deboli.

E’ necessario un salto di coscienza che porti a ridistribuire le ricchezze della Terra, che sono destinate a tutti gli umani.

Creare una coscienza evoluta e di rispetto per la diversità, che è ricchezza, e coabitare insieme in questa casa in modo evoluto dove ci troviamo in affitto, e quindi non c’è mai bisogno di accaparrarsi a più non posso di tutto, tanto si arriva e si va via nudi.

Trasformazione e sperimentazione

L’essere umano fa parte del ciclo della natura; natura e uomo sono entrambi esseri viventi, sempre in costante trasformazione. A noi umani appartiene la facoltà della sperimentazione, è una nostra fisiologica capacità per diventare sempre più chi siamo veramente. Anche un albero o un sasso, che ai nostri sensi, un po’ grossolani, sembrano immobili, sono in movimento costante all’interno, i loro atomi si muovono, solo più lentamente rispetto ai nostri.

Alla luce di queste considerazioni ritengo importante andare ad approfondire il potere di questo movimento perenne, che ci caratterizza noi esseri viventi, partendo dalle formiche fino al più profondo universo.

Il salto di coscienza

E’ essere consapevoli della realtà: l’umanità fa parte del ciclo della natura, cioè il Tutto, in ultima analisi è un movimento di atomi continuativo. A noi umani è stato fatto un dono in più, la coscienza, che ci può rendere consapevoli e detentori del libero arbitrio, cioè la possibilità di scelta. E’ importante essere consapevoli della materia di cui siamo fatti e ampliare le sue potenzialità.

E’ necessario fare questo salto di coscienza e creare un nuovo modo di convivenza fra tutti noi, non solo umani, ma del Tutto, visto che non ne siamo mai separati.

A tal proposito voglio qui di seguito riportare la parte finale del libro “Sette brevi lezioni di fisica” edito da Adelphi del professor Carlo Rovelli.

Quanto è specificatamente umano non rappresenta la nostra separazione dalla natura, è la nostra natura. E’ una forma che la natura ha preso qui sul nostro pianeta, nel gioco infinito delle sue combinazioni, dell’influenzarsi e scambiarsi correlazioni e informazioni fra le due parti. Chissà quante e quali altre straordinarie complessità, in forme forse addirittura impossibili da immaginare per noi, esistono negli sterminati spazi del cosmo. C’è così tanto spazio lassù, è puerile pensare che in questo angolo periferico di una galassia delle più banali ci sia qualcosa di speciale. La vita sulla terra non è che un assaggio di cosa può succedere nell’universo. La nostra anima non ne è che un altro. ……..

Penso che la nostra specie non durerà a lungo. Non pare avere la stoffa delle tartarughe , che hanno continuato ad essere simili a se stesse per centinaia di milioni di anni, centinaia di volte in più di quante sono esistite le varie speci umane (es. Neanderthl) Apparteniamo ad un genere di specie a vita breve. E noi facciamo danni. I cambiamenti climatici e ambientali che abbiamo innescato sono stati brutali e difficilmente ci risparmieranno. Per la Terra sarà un piccolo blip irrilevante, ma non credo che noi li passeremo indenni; tanto più dato che l’opinione pubblica e la politica preferiscono ignorare i pericoli che stiamo correndo emettere la testa sotto la sabbia. Siamo forse la sola specie sulla Terra consapevole dell’inevitabilità della nostra morte individuale: temo che presto dovremo diventare anche la specie che vedrà consapevolmente arrivare la propria fine, o quanto meno la fine della propria civiltà. Come sappiamo affrontare, più o meno bene, la nostra morte individuale, così affronteremo il crollo della nostra civiltà…… E non sarà la prima civiltà a crollare. I Maya, Creta ci sono già passati. Nasciamo e moriamo, come nascono e muoiono le stelle, sia individualmente che collettivamente. Questa è la nostra realtà.

Per noi, proprio per la natura effimera la vita è preziosa Perché come scrive Lucrezio ”Il nostro appetito di vita è vorace, la nostra sete di vita insaziabile” (“De rerun natura” III,1084) ……. Siamo essere senza casa, sospesi fra due mondi, parti solo in parte della natura, con a nostalgia di qualcosa di altro. La natura è a nostra casa e nella natura siamo a casa. Questo mondo strano, variopinto, stupefacente che esploriamo, dove lo spazio si sgrana, il tempo non esiste e le cose possono non essere in nessun luogo, non è qualcosa che ci allontana da noi: è solo ciò che la nostra naturale curiosità ci mostra della nostra casa. Della trama di cui siamo fatti: noi stessi. Noi siamo fatti della stessa polvere di stelle di cui sono fatte le cose e sia quando siamo immersi nel dolore e sia quando ridiamo e risplende la gioia non facciamo che essere quello che non possiamo che essere: una parte del nostro mondo. Lucrezio lo dice con parole meravigliose: “… siamo tutti nati dal seme celeste tutti abbiamo lo stesso padre da cui la terra, la madre che ci alimenta riceve limpide gocce di pioggia e quindi produce il luminoso frumento e gli alberi rigogliosi e la razza umana e le stirpi delle fiere, offrendo i cibi con cui tutti nutrono i corpi per condurre una vita dolce e generare la prole……” (II, 999.997) Per natura amiamo e siamo onesti. E per natura vogliamo sapere di più. E continuiamo a imparare. ……..

Qui sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l’oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato.

Carlo Rovelli

Fisico

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