a natura della mente è luminosa. Osservando un bimbo si può osservare questa luminosità. Come un cielo terso muove i primi passi nella vita.
Poi nel tempo appaiono le nuvole; preoccupazioni, rabbia, paura, stress, odio mentale, invidia e quant’altro. Si inizia a colpevolizzare qualcuno di esterno dando spazio a emozioni negative, che rabbuiano il cielo terso.
Ma sopra queste nuvole c’è la mente luminosa, come quando si vola, si decolla in mezzo alle nuvole, poi a un certo punto, ops! appare il cielo azzurro e il sole.
Così la nostra mente. Come si può eliminare questo strato nuvoloso? Come primo passo non si incolpa nessuno di esterno. Chi ci muove emozioni non positive sono i nostri maestri, quelli che ci danno la possibilità di far volare via le nuvole, verso la luce. Un buon esercizio è ringraziare chi “provoca”, ringraziarlo interiormente non significa avvallare.
Usando la pazienza si scopre quella parte interiore che reagisce. Da questo passaggio si può comprendere che il mondo è pieno di persone che possono provocare sentimenti non positivi. I veri nemici sono le afflizioni mentali che si creano come effetto. Per staccare dalla dinamica causa effetto è utile guardarsi dentro, magari scoprire che l’afflizione nasce da qualcosa di interiore non risolto, che viene portato a galla da una frase, un’azione o altro.
La personale felicità non dipende dagli altri, ma dal rapporto che si ha con sé stessi e poi con l’esterno. Tutto l’irrisolto affiora nella convivenza. Due sono le scelte che si possono agire: guardarsi dentro o incolpare alla prima occasione qualcuno all’esterno, lamentandosi, restando sempre nella stessa dinamica, vedendo sempre nemici. Conoscendosi si può placare la parte reattiva, iniziando a pulire sospesi non risolti, dirigendosi verso il cielo terso. Il discernimento è possibile, occupandosi della pulizia della propria “casa”.
L’impegno al riguardo fa risparmiare energia pesante, magari raggiungendo il traguardo di una mente luminosa, simile a quella dei bimbi, cogliendo il meglio della vita, cioè Luce.
Un buon approccio lo recita un detto buddista “Se c’è soluzione perché preoccuparsi, se non c’è soluzione perché preoccuparsi”
