Vi scrivo un paio di passi dal libro “Chiedilo agli alberi” di Gianguido Borrmbolini.
Il primo passo è del sociologo e psicologo Luigi Zoja “Riflettiamo bene: la nostra società è costruita sul superamento della dittatura ….. molte costrizioni con cui la tecnologia condiziona fortemente un bambino potrebbero avere conseguenze non così diverse, che sconterà per la vita sotto forma di rigidità e di impoverimento strutturale della fantasia” (commenta Bormbolini: “Una fantasia liberatrice e spirituale che i miti degli alberi ci raccontano da sempre”)
Un secondo passo è di Pierpaolo Pasolini, (Possono sembrare parole forti- come scrive Bormbrolini – un amante della libertà deve fare i conti con la realtà). Eccole: ”Io credo, lo credo profondamente, che il vero fascismo sia quello che i sociologi chiamano bonariamente la società dei consumi ….. i risultati di questa spensierata società dei consumi sono i risultati di una dittatura, vero e proprio fascismo…. Nel fondo dell’anima, nel loro modo di essere …. ha cambiato loro l’anima. Il che significa, in definitiva, che questa civiltà dei consumi è una civiltà dittatoriale. Insomma, se la parola fascismo significa la prepotenza del potere, la società dei consumi ha bene realizzato il fascismo.”
Commenta poi Bormolini “Amore e libertà sono una cosa sola …. Libertà è ciò che abbiamo di più importante in questa vita …. L’amore è l’esperienza più bella che possa vivere un essere umano. Libertà e amore non sono disposti gerarchicamente, ma consequenzialmente.”
