Questa la definizione di speranza: attesa fiduciosa più o meno giustificata di un evento gradito o favorevole.

Alla luce delle scoperte della fisica quantistica quel “più o meno giustificata” ha un significato sostanziale: la responsabilità individuale, visto che il sistema umano, in toto, fisico mentale ed emozionale, ha un impatto sulla realtà che lo circonda.

Siamo esseri creatori di mondi nuovi, il “più o meno giustificata” ha una connessione importante sul coltivare una “tonalità” positiva, collegata ad aspirazioni, sogni, desideri. La tonalità è la frequenza che il sistema umano emette, che è influenzata da pensieri, emozioni e parole, che hanno un impatto sul corpo e sul mondo esterno. Essere su una tonalità positiva o negativa dà risultati coerenti.

La chiave è sapere discernere rispetto a chi si vuole essere. La forza dello stato dell’essere è, forte come una radice che prende il suo posto nel la terra. Forza che dilaga verso chi sta intorno

La desiderabilità positiva, quando è scelta, si regge consapevolmente anche in passaggi difficoltosi, questa è la sostanziale e l’individuale responsabilità. Diventa impegnativa in momenti tribolati, ma è l’unica via, sostenere la propria intenzione speranzosa, senza rinunciare.    

In questo momento storico, con il condizionamento mediatico sulla paura, è necessario prestare particolare attenzione a non demordere. Ed essere chiari con sé stessi nel scegliere la tonalità che si vuole emanare nel mondo.

Come esseri umani non siamo neutri, la nostra energia si espande a livello di coscienza collettiva, quindi fermarsi e discernere su chi essere e agirlo riveste un passaggio fondamentale. Per il principio spiegato nell’articolo sull’entaglement, si può iniziare un’opera di consapevolezza, per risvegliare la forza della speranza negli animi umani verso azioni positive, per superare fenomeni dalla dinamica medioevale, come la guerra, dove nessuno vince. Il dolore creato è di tutti i soggetti coinvolti, tranne  per i potenti che la scatenano, loro in guerra non ci vanno.

Siamo tutti soggetti attivi, volendo o non volendo!  La partecipazione c’è sempre!